"Il futuro di Palladino non è in mano a Commisso e Pradè ma al campo: senza finale Conference e nuova Europa un mezzo disastro. Ma un finale ben scritto..."

Nell'estratto del pezzo per Repubblica di Stefano Cappellini si va sulla situazione di Palladino, ormai destinato a rimanere sulla panchina viola fino a fine stagione:
"Le chiacchiere sono belle, magari fondate, ma non proprio distensive a stagione in corso. Soprattutto, sono inutili: il futuro di Palladino non lo decidiamo noi, e in un certo senso nemmeno Commisso o Pradè. C’è un giudice insindacabile: le partite che mancano alla fine della stagione. Perché tutto ciò che starà sopra il raggiungimento della finale di Conference e di un'altra partecipazione in Europa il prossimo anno, sarà un lusso, tutto ciò che starà sotto invece sarà un mezzo disastro.
Siamo come al cinema, seduti in sala, quelle volte in cui a due terzi della proiezione non sei ancora riuscito a capire davvero se il film ti piace o no. Alcune scene erano bellissime, altre terribili; qualche interprete è da premio e qualche altro è un cane; un pezzo di trama fila e un altro è sgangherato; quindi stai lì, incerto, ad aspettare il finale per farti un’idea definitiva. L’esperienza insegna che un finale ben scritto può salvare anche una pellicola imperfetta diretta da un esordiente".