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Cari tifosi della Fiorentina, la prossima meta europea non sarà una destinazione gradita, almeno per quanto riguarda il viaggio nei ricordi. Atene non è una città come le altre. Dal perdere la finale della scorsa Conference League contro l’Olympiacos nello stadio dell’AEK, mancava solo il Panathinaikos. E allora ecco che la Viola sfiderà i biancoverdi negli ottavi di finale. Andata prevista giovedì 6 marzo all’OAKA (Olimpico Spyros Louīs) e ritorno al Franchi una settimana dopo.

Com'è il Panathinaikos? Risultati, tecnico e come gioca

Conosciamo meglio il Panathinaikos 2024/2025. La squadra è terza in classifica nel campionato greco, a cinque punti dalla capolista Olympiacos. Per la posizione occupata non è un collettivo che segna tanti gol (‘solo’ 27 in 23 gare di Super League), in compenso è la terza miglior difesa. Come la Fiorentina, anche i biancoverdi hanno già salutato la Coppa nazionale, ai quarti nel doppio derby contro i rivali cittadini biancorossi. Il fattore casa conta, eccome: l’OAKA è il fortino del Pana, che ha solo due sconfitte stagionali tra le mura amiche, l’ultima delle quali è arrivata contro il Chelsea a ottobre.

Il Panathinaikos ha già cambiato tecnico a corso d’opera. A fine stagione Maurizio Sarri era tra i candidati alla panchina biancoverde, poi affidata a Diego Alonso però allontanato a ottobre. L’attuale tecnico è il portoghese Rui Vitoria, ex ct dell’Egitto e soprattutto sulla panchina del Benfica dal 2015 al 2019, con cui vince il treble nazionale nel 2017. Il suo calcio punta alla solidità e compattezza della squadra, con particolare attenzione alla fase di non possesso. Modulo predefinito il 4-3-3, ma con capacità di variare davanti fino al 4-2-3-1 o al 4-1-4-1. Una certezza è sicuramente lo schieramento difensivo a quattro e l'impiego di due mediani. L’età media della rosa (28,3) è decisamente più alta rispetto a quella viola (25,7).

I protagonisti del Pana: qualche vecchia conoscenza. Singoli e caratteristiche

Il portiere lo conosciamo fin troppo bene, l’ex Fiorentina Bartłomiej Drągowski in viola dal 2016 al 2022. Buona stagione per il polacco, con qualche interruzione per frequenti problemi fisici non particolarmente gravi, ma che hanno concesso spazio anche al russo 34enne Lodygin. A destra si alternano Giannis Kotsiras e Georgios Vagiannidis, titolare inamovibile a sinistra l’esperto laterale Filip Mladenovic. Sugli esterni la squadra costruisce gran parte della propria fase offensiva. Tanti i difensori centrali che si sono alternati durante la stagione, ma gli infortuni hanno dimezzato le disponibilità, dal talento incompiuto e perennemente martoriato Tim Jedvaj a situazioni da monitorare in vista di inizio marzo, come quelle di Magnusson e Palmer-Brown. Unica certezza Sverrir Ingason, 31enne roccioso sul centro-sinistra.

Qualche profilo interessante a centrocampo, a partire dall’esperienza di Manolis Siopis, che ha oltre 30 presenze con la Nazionale greca. Insieme a lui alternano l’ex Getafe Nemanja Maksimovic e Adam Gnezda Cerin, classe ‘99 dalle caratteristiche prettamente difensive. Per un terzo elemento più offensivo, occhio alle qualità di Azzedine Ounahi, uno dei giocatori più interessanti del Marocco ai Mondiali del 2022; si è perso all’Olympique Marsiglia, ma si sta ritrovando con il prestito in Grecia. Attenzione, soprattutto, ad Anastasios Bakasetas (in passato cercato anche dalla Fiorentina), piuttosto lento ma minaccia costante da fuori area. Attualmente è infortunato e potrebbe recuperare per la doppia sfida, così come il classe 2001 Facundo Pellistri ex Manchester United, talento cristallino fin troppo fragile e discontinuo.

Un focus doveroso sui due elementi più pericolosi del Panathinaikos. Tetê, ex Shakhtar Donetsk in prestito dal Galatasaray, è un profilo internazionale di spessore che sta trovando la continuità necessaria per esprimersi. In stagione è già in doppia cifra e il suo dribbling esplosivo è un’arma pericolosa. Merita attenzione anche il centravanti e capitano Fotis Ioannidis, classe 2000 già nel giro della Nazionale. Non ha numeri particolarmente incoraggianti, però ha capacità associative importanti e manda spesso i compagni al tiro. A comporre il trio d’attacco c’è anche l’ex Serie A (Benevento, Sampdoria e Sassuolo) Filip Djuricic, secondo miglior marcatore della rosa insieme a Ioannidis (9 reti).

Qual è il piano dei greci? Cosa aspettarsi dalla doppia sfida

Cosa aspettarsi, quindi, dal Panathinaikos? L’andata sarà complicata per la Fiorentina, per naturali fattori ambientali e per impatto con un collettivo tutto sommato solido e ostico. Non sarà semplice superare la difesa greca, viste anche le difficoltà offensive e la poca predisposizione ad attaccare della squadra di Palladino. Attenzione alle fasce durante le azioni dei biancoverdi, che però hanno un centrocampo piuttosto compassato, con tanti giocatori lenti. E resta una squadra eccessivamente aggrappata alle giocate di singoli forti, ma non sempre nelle condizioni di esaltarsi. Insomma, è plausibile aspettarsi l’impiego delle maggiori risorse offensive ad Atene, all’andata, per fare risultato e poi tentare di difenderlo a Firenze.

Si ringrazia la pagina Facebook Il Calcio Ellenico per la collaborazione.

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