Bucchioni: "Palladino solo? Il fatto che Commisso non lo abbia chiamato la dice lunga. Esonerarlo adesso diventa complicato"

Questo pomeriggio il giornalista de La Nazione Enzo Bucchioni, durante un collegamento con Radio Bruno, ha avuto modo di analizzare il momento della Fiorentina di Raffaele Palladino a poco piu di 24 ore dalla sfida casalinga contro il Lecce.
"Nel calcio le situazioni come quelle che sta vivendo la Fiorentina sono frequenti, e la colpa non è sempre e soltanto dell'allenatore. E questo va sottolineato anche per rispetto per un allenatore al quale, pur considerando che abbia fatto bene o male, non mi sento di addossare tutte le colpe. Le colpe vanno ripartite, analizzando la stagione da Agosto. Sono convinto che i primi scricchiolii siano arrivati quando in estate il tecnico attaccò il mercato, a pochi mesi dal suo arrivo. Da li sono iniziate tutta una serie di situazioni che non sono mai state risolte che hanno portato ad una stagione di alti e bassi. Forse poteva esser supportato meglio, visto che spesso in situazioni di difficoltà è stato spesso attaccato”.
“Il fatto che Commisso non abbia contattato Palladino dopo la sconfitta di Verona la dice lunga..”
“Il discorso relativo alla solitudine del tecnico, che ha risposto come fosse stato fino a poco tempo prima a pranzo con Prade, credo sia vero. E’ stato lui stesso a confermarlo dicendo che nei giorni scorsi non è stato contattato da Commisso: solitamente il presidente chiama 10 volte al giorno il suo staff. Se davvero ci fosse ancora la fiducia al tecnico, lo avrebbe chiamato o no il suo allenatore? Anche solo per dargli tranquillità e vicinanza. Conoscendo il suo modus operandi, anche per come ha protetto in passato i suoi menager, il suo mantra è stato spesso quello di manifestare il suo appoggio incondizionato. La società invece, almeno per il momento, ufficialmente non ha detto nulla: questa posizione della società sembra attendista, in attesa di capire le cose come si sviluppano. Adesso tutto è nelle mani dell’allenatore”.
“Se si pensa di cacciare l'allenatore dopo Lecce diventa molto complicato: c'è il rischio di compromettere la stagione”
“Ragionando calcisticamente, se avevi in testa di cacciare l’allenatore dovevi farlo prima. Non può essere una partita, o un paio di partite, a mettere tutto in discussione. Un dirigente deve valutare costantemente un allenatore: assistere agli allenamenti, parlare coi giocatori e capire se ci sono margini di miglioramento. Un dirigente di calcio deve avere il polso della situazione e fare programmazione, cosi facendo il margine d’errore diventa minimo. Se invece si è già capito che le cose non sono rimediabili Palladino andava fatto fuori già dopo la sconfitta contro il Verona. Adesso esonerato dopo un eventuale figuraccia contro il Lecce sarebbe un terno al lotto, soprattuto considerando che 5 giorni dopo i viola si giocheranno una partita importantissima per la stagione ad Atene. La Conference League resta un obiettivo della società”.