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Parla anche in sala stampa il tecnico della Fiorentina, Raffaele Palladino dopo la vittoria sull'Atalanta:

"Non credo che ci siano momenti in cui nasce la svolta, è il percorso che si fa. Se siamo arrivati in questa posizione a due mesi da fine campionato e siamo ai quarti di Conference, è perché tutto il percorso è positivo. E’ dall’inizio, dal ritiro, per cui ringrazio la società che mi ha messo a disposizione materiale importante. Poi è vero che durante il campionato abbiamo cambiato spesso sistemi di gioco ma è il lavoro quotidiano che dà valore alla classifica e al momento che stiamo vivendo adesso. 

Con le grandi squadre facciamo sempre queste prestazioni, ci fa piacere e siamo felici. Dobbiamo mantenere questa concentrazione anche con gli avversari di metà classifica. Abbiamo due mesi importanti e dobbiamo mantenere questa grande magia che si è ricreata, sono state due settimane fantastiche al Viola Park. Siamo felici però manteniamo l’umiltà e l’atteggiamento che ci deve contraddistinguere.

Voglia di impresa? Il nostro segreto è seguire partita per partita, goderci questa vittoria e sabato dobbiamo andare a Milano a fare una grande gara. I ragazzi sono molto equilibrati, nei momenti di difficoltà lo erano e sono venuti fuori da momenti difficili. Dedichiamo la vittoria al nostro presidente e ci ha fatto piacere abbracciarlo.

Gosens? Ha preso un colpo al ginocchio ieri, non dovrebbe essere niente di grave per cui speriamo di recuperarlo già martedì. Per Parisi invece solo crampi.

I subentrati? Mi sono piaciuti tutti, sia Zaniolo che Beltran e Folorunsho, sono entrati con lo spirito giusto. Poi si può fare meglio tecnicamente, era un momento delicato della partita. Non è facile subentrare a dieci minuti dalla fine, si parla sempre di chi fa gol e fa prestazione ma chi subentra è più importante di chi gioca dall’inizio.

Era la Fiorentina che volevo dopo il mercato? Sapevo che la società mi aveva messo a disposizione dei giocatori di grande qualità ma abbiamo anche fisicità, abbiamo fatto una partita di duelli, vinto tante seconde palle con l’Atalanta che è la regina in questo aspetto. Avevo in mente questo tipo di squadra a gennaio, avevamo solo bisogno di lavorare, anche nelle critiche, ma siamo cresciuti anche attraverso quelle.

Zero tiri in porta subiti? Penso sia la squadra che ha fatto più gol in Serie A, per cui è motivo di grande soddisfazione ma i meriti partono da Moise e Gud che fanno un gran lavoro davanti. Il gioco spezzettato? Partita di duelli, ci sta che l’arbitro l’abbia un po’ spezzettata, noi abbiamo sbagliato qualche scelta ma insomma, siamo felici della vittoria.

Ora più coraggiosi? Sono i principi di gioco che fanno la differenza, quando siamo passati al 4-2-3-1 abbiamo abbassato il baricentro e siamo andati a copertura dello spazio perché la squadra si sentiva meglio in quella veste. Ora andiamo più avanti, siamo passati a tre dietro, con Pablo Marì che è abituato ad accettare duelli, su Pongracic abbiamo lavorato. Se vai tanto in avanti devi essere pronto a tornare dietro, è un discorso fisico.

Cosa è scattato in Fagioli? Ne ha tanti, è un campione con grandi qualità tecniche e fisiche. Si vede uscire dallo stretto con tecnica ma fa una grandissima fase di non possesso. Se lui continua così può diventare davvero un campione di altissimo livello, gli abbiamo dato tanti fiducia, ha bisogno di tanto amore, di essere considerato centrale e qui ha trovato tutto".


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