Pellissier: “Vicenda Bove ha spronato ancor di più la Fiorentina. Lavoro straordinario di Commisso, dal Viola Park alle finali europee. Kean attaccante per una squadra con ambizione di sorprendere"

La storica bandiera del Chievo Verona Sergio Pellissier ha parlato a NewsSuperscommesse.it, avendo modo di commentare ampiamente la situazione di casa Fiorentina, dal campionato viola alla stagione eccezionale di Moise Kean.
“La Fiorentina nonostante abbia cambiato diverse cose rispetto alla passata stagione, sta facendo un campionato sopra le righe. Dopo un periodo di risultati non proprio esaltante, ha mostrato grande vigore e realizzato prestazioni piuttosto convincenti. Ha dovuto affrontare una faccenda molto seria e delicata che, purtroppo, ha coinvolto Edoardo Bove, creando non poche difficoltà a tutta la squadra e alla stessa società, ma, successivamente, si è rivelata anche uno sprone ulteriore per fare meglio. Fino a questo momento, sta conducendo un'annata molto positiva, nonostante questa sfortunatissima vicenda che ha fatto vivere un periodo piuttosto brutto a tutto l'ambiente”.
‘Non si può chiedere di più alla Fiorentina, Commisso straordinario’
“La società di Commisso sta portando avanti un progetto serio, solido, ed è bello vedere che una realtà del genere desideri sempre migliorarsi, sta facendo un lavoro straordinario. Ha costruito un centro sportivo bellissimo, ha strutturato una squadra di qualità in tre anni, è arrivata a disputare due finali di Conference League, si ritrova in quelle posizioni della classifica utili per un posto in Europa, sta lottando alla pari con quasi tutte le squadre del campionato e, piuttosto di frequente, ha giocato bene e fatto divertire. Non si può chiedere di più a questa squadra, sinceramente”.
‘Kean? Qualità importantissime e Palladino gli ha dato fiducia’
“Kean mi è sempre piaciuto ed è l'attaccante prototipo per una squadra che ha l'ambizione di sorprendere tutti. Sta facendo molto bene grazie alla fiducia che l'allenatore e i suoi compagni stanno riponendo in lui, oltre a essere uno dei più rappresentativi della squadra; sa di avere una grande responsabilità, perché è diventato il riferimento in attacco e nessuno può togliergli il posto, ma ha anche quel margine di libertà per sbagliare senza particolari pressioni, proprio perché sbagliare aiuta a crescere ulteriormente. Le sue qualità sono davvero importanti e le sta dimostrando a pieno”.
“Le differenze ha notato tra il Moise Kean della Fiorentina e quello della Juventus? Quando un attaccante si trova a giocare in una squadra in cui sa di essere il principale riferimento, dove tutti si affidano a lui per riuscire a portare a casa il risultato, è ben diverso dall'essere uno dei vari che gioca senza avere una maglia da titolare garantita, oltre a subire numerose critiche se non segna alla prima partita in cui scende in campo. Anche quando era alla Juventus, secondo me, Kean ha fatto piuttosto bene il suo dovere. Non è uno di quelli da cui ci si può aspettare che faccia goal in tutte le partite, come furono Del Piero e Trezeguet, per intenderci, ma resta un attaccante che, se messo nelle condizioni giuste, può fare la differenza. Naturalmente, è importante che un allenatore dia fiducia ai propri calciatori, cosa che Palladino ha fatto anche con Kean sin dal primo giorno in cui è arrivato a Firenze”.