Mandragora: "Sono vicino ad entrare nella storia della Fiorentina, le finali perse fanno male e Commisso merita una gioia. Penso alla Nazionale, c'è concorrenza ma..."

Prosegue l'intervista al centrocampista della Fiorentina Rolando Mandragora, che parla di Bove e di tanti altri argomenti, personali e non.
‘Quando accadono cose come quella di Bove il calcio va in secondo piano’
"Quanto accaduto ad Edoardo ci ha toccato tanto a livello mentale e a livello affettivo. Ci ha colpito molto ma i risultati sportivi in quel momento passano in secondo piano perché parliamo di un ragazzo che è un fratello per tutti noi. Siamo felicissimi di averlo con noi, gli allenamenti e le partite, ed è una grande forza per noi. Poi non mi sento di aggiungere più nulla perché è una situazione molto delicata e bisogna avere rispetto delle persone. Nei primi giorni, forse, si è andati un po’ oltre”.
“La Juventus è un rimpianto? Sinceramente no perché forse non era nel mio destino. L’unico rimpianto che ho nella mia carriera sono gli infortuni che mi hanno tenuto ai box nei momento migliori del mio percorso. Modelli? Mi piacevano molto Gerrard e Lampard, De Rossi era che guardavo sempre con curiosità e mi è sempre piaciuto. Penso alla Nazionale, sì, perchè no? Ci sono tanti calciatori forti che ricoprono la mia posizione però lavoro anche per quello. La concorrenza fa bene ma non mi precludo nulla, con il lavoro si può raggiungere ogni obiettivo”.
‘Voglio i record con la Fiorentina, Commisso merita una gioia’
“Sono vicino ad un record nella storia della Fiorentina, ovvero posso diventare il calciatore con più presenze europee di un club così importante; e posso superare il mio record di gol in una stagione perché sono già a cinque attualmente. In termini collettivi abbiamo disputato tre finali e l’epilogo è stato sempre non positivo, ci teniamo a portare a casa una vittoria per Firenze, perché è una piazza che merita tanto. Inoltre, abbiamo un presidente come Commisso che è sempre molto vicino alla squadra e anche lui meriterebbe un momento di grande gioia”.
“Sono batoste dure da mandare giù. Mi piace utilizzare le parole di Burdisso, direttore e mio vecchio capitano, che diceva sempre ‘La gestione di una sconfitta è più semplice rispetto a quella di una vittoria’. Sono d’accordo in gran parta ma è chiaro che non è bello ripartire con dopo una sconfitta ma c’è quella reazione che ti permette di dire che vuoi riprovarci per avere un finale diverso. Ti dà l’opportunità di ripartire. Chiaramente è dura da digerire ed è meglio festeggiare una vittoria ma reagire in quel modo è molto positivo”.