Da 'pittore' a... riserva di Mandragora. Lo sfortunato destino di Adli: adesso solo la Conference può farlo "riscattare"

Tre vittorie nelle ultime cinque in Serie A (fra cui quelle di rilievo contro Juventus e Atalanta), un altro successo decisivo in Conference e uno stato di forma che sembra definitivamente ritrovato. Aspettando la trasferta di San Siro prima di dare giudizi definitivi, è un periodo chiaramente positivo per la Fiorentina di Palladino, tornata a sorridere anche con la classifica. E tutto ciò è riuscito senza uno dei giocatori chiave di inizio stagione. Un giocatore arrivato in estate in prestito da una Big per provare a rilanciarsi.

Una titolarità perduta
Stiamo ovviamente parlando di Yacine Adli, il giocatore senza il quale Palladino non poteva scendere in campo nei suoi primi mesi a Firenze, lo stesso che ora non vede il terreno di gioco da parecchie settimane. Una manciata di minuti disputati contro la Juve, poi la panchina con l'Atalanta: il posto del franco-algerino in mezzo al campo è stato “scippato” da un Mandragora in versione leader tecnico, ma senza fascia. La penultima sua apparizione dal primo minuto risale al 19 gennaio, quando un suo errore in fase di impostazione costò alla Fiorentina due punti pesanti contro il Torino. L'ultima, invece, coincise con la rete alla Lazio e l'espulsione nella ripresa, piuttosto ingenua, rimediata dalla panchina al momento dal cambio. Da lì, un brutto guaio alla caviglia lo ha tenuto lontano dai campi per più di un mese.

Equilibri da non toccare
Tornato a disposizione per la trasferta di Napoli, lo abbiamo rivisto nel rettangolo verde per congelare il risultato con il Panathinaikos e poi più. Ma Palladino adesso non può certo “rischiare” di rompere i nuovi equilibri raggiunti. La mediana a tre con Cataldi, Fagioli e Mandragora, appunto, ha ultimato la fase di rodaggio e il turnover - se ve ne sarà bisogno - sarà circoscritto all'appuntamento in Slovenia. Tuttavia, è un peccato aver “perso” un regista sia fantasioso che metodicamente applicato come l'ex Milan, club che fra poco dovrà sedersi al tavolo con la società di Commisso.
Un Sottil di mezzo
Ai rossoneri, a gennaio, è approdato Sottil. Il classe '99 confidava di trovare spazio con le rotazioni per la Champions League… prima che Conceicao non si facesse eliminare ai playoff dal Feyenoord. La dirigenza meneghina, per il momento, non sembra affatto orientata ad esercitare la clausola di circa 10 milioni di euro per il riscatto dell'attaccante. Un discorso che Pradè potrebbe dover effettuare anche per Adli.
Rimandati i discorsi sul futuro
L'ex PSG era stato uno dei giocatori maggiormente rivalorizzati da Palladino, prima di perdersi - come tutti gli altri - dopo il fatto di Bove e di arrendersi a quella caviglia che lo ha praticamente estromesso dai nuovi undici titolari. La “salvezza” di Adli allora può chiamarsi Conference League, con il doppio confronto con il Celje alle porte. Per i discorsi sul futuro invece dovrà attendere. Se Palladino verrà confermato alla guida tecnica (eventualità alquanto probabile), allora potrebbe esserci qualche spiraglio per il suo riscatto. Un tema, tuttavia, che la Fiorentina dovrà affrontare per la stragrande maggioranza degli arrivi da luglio ad oggi in rosa. Sicuramente, prima di Adli, verranno i vari Gudmundsson e Fagioli, per fare giusto due nomi.